BMW M5 E60. DNA Formula 1
15/04/2026
La BMW M5 E60 è uno di quei modelli che segnano un’epoca e definiscono per sempre l’identità di una divisione.

Presentata nel 2005, in un momento storico in cui le berline ad alte prestazioni iniziavano a puntare su turbo e compromessi elettronici, BMW M scelse la strada più audace possibile: un V10 aspirato in una berlina a quattro porte. Una scelta senza precedenti, e senza veri eredi. Il cuore dell’auto è il celebre S85, un 5.0 litri V10 da 507 CV capace di superare gli 8.000 giri/min, sviluppato nel pieno dell’era d’oro dei V10 in Formula 1.

Non si trattava di una semplice ispirazione di marketing: al momento dello sviluppo e del debutto della M5 E60, BMW era profondamente coinvolta nel mondiale con il team Williams BMW, con Mark Webber e Nick Heidfeld impegnati al massimo livello della competizione. Architettura, regime di rotazione, risposta all’acceleratore e persino il sound metallico e rabbioso raccontano una parentela tecnica e filosofica con le monoposto di quel periodo. Un motore che ripaga con un coinvolgimento oggi semplicemente impensabile.

La trasmissione è altrettanto caratterizzante: il cambio SMG III a 7 rapporti, derivato dal mondo racing, è brusco, diretto e volutamente poco filtrato. Non cerca la dolcezza, ma l’efficacia, soprattutto nelle modalità più sportive, dove le cambiate diventano secche e violente, perfettamente in linea con il carattere del motore. Una scelta tecnica che allora rappresentava la massima espressione tecnologica di BMW M.

Il telaio nasce sulla base della Serie 5 E60, ma viene profondamente rivisto. L’assetto è affidato a sospensioni con taratura specifica M e al sistema EDC (Electronic Damper Control), capace di variare il comportamento dell’auto passando da un comfort sorprendente a una rigidità da vera sportiva.

Lo sterzo, come da tradizione M, resta uno dei punti di forza assoluti: preciso, pesato, ricco di feedback. L’impianto frenante è all’altezza delle prestazioni: dischi autoventilanti e forati di grande diametro, pinze maggiorate e una resistenza alla fatica notevole per una berlina di questo peso e potenza. Non nasce come un’auto da track-day, ma dimostra una solidità meccanica che permette ritmi elevatissimi anche nella guida più impegnata.

A rendere la BMW M5 E60 definitivamente iconica contribuì anche la pilotessa tedesca Sabine Schmitz, che la utilizzò per diversi anni come Ring Taxi al Nürburgring Nordschleife. Vedere una berlina di lusso girare a ritmi assurdi sull’Inferno Verde, con tre passeggeri a bordo e tempi poco superiore agli otto minuti, fu la dimostrazione definitiva della profondità del progetto: sotto l’abito elegante, c’era una vera macchina da prestazione.

Accanto alla berlina, BMW produsse anche la rarissima BMW M5 Touring E61, una delle ultime vere super station wagon aspirate. Stessa meccanica, stesso V10, stessa filosofia, ma declinata in una carrozzeria ancora più discreta e surreale: 507 CV, spazio per la famiglia e un sound da Formula 1.
Ma è nella sua doppia anima che la BMW M5 E60 rivela il suo fascino più grande. In modalità standard è sorprendentemente civile: silenziosa, confortevole e perfettamente adatta all’uso quotidiano. Durante il nostro test drive abbiamo avuto modo di provarla in diverse situazioni, a partire dal suo habitat naturale: l’autostrada. Sviluppata tra il Nürburgring e le autobahn tedesche, si comporta esattamente come ci si aspetterebbe: comoda, stabile e straordinariamente veloce.

Nel traffico cittadino, grazie a un cambio docile e a un’enorme riserva di coppia, si districa senza difficoltà. Anche sulle strade secondarie, nonostante la mole, risulta sorprendentemente agile e coinvolgente, merito di un telaio eccellente e di uno sterzo diretto e comunicativo.
Poi, quando finalmente ci si trova davanti a un tratto di strada più coinvolgente, basta premere il pulsante Sport e tutto cambia. L’acceleratore si tende, lo sterzo si carica, il cambio diventa aggressivo e si entra nella seconda metà del contagiri, dove il V10 cambia voce e spinge fino alla linea rossa oltre gli 8.000 giri con una furia meccanica crescente e viscerale.

Le marce si susseguono rapide, l’orizzonte si avvicina con una facilità disarmante e la sensazione è quella di guidare qualcosa di profondamente speciale.
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