Inseguire la follia

 

Solo gli ingegneri della M Division di BMW sapranno prendere la dichiarazione "nessun compromesso" veramente alla lettera. Dategli un'auto e carta bianca e loro sapranno come trasformare una tranquilla berlina in una vera macchina strappa-asfalto.

Più leggerezza, più potenza e facendo uso di fibra di carbonio, roll bar e di cinture a sei punti: le creazioni più estreme di BMW gamma M division sono sempre qualcosa di unico. Definiscono la follia come "fare la stessa cosa in continuazione, aspettandosi ogni volta risultati diversi", ma in BMW di sicuro non la ritengono una strategia sbagliata.
Già nel 2010, la M3 E92 GTS dimostrò che un'auto estrema derivata dalla serie poteva essere speciale in ogni aspetto e nel 2016 la M4 GTS ha fatto esattamente la stessa cosa: scioccare gli appassionati.


Insieme, questi due unicorni bavaresi, sono una coppia speciale: arancio brillante "Feu Orange" con dettagli neri l'una e "Frozen Grey Matte" e accenti in arancio anodizzato la seconda, testimoniano l'evoluzione di una filosofia costruttiva ben precisa, quello di ottenere il massimo ad ogni livello.

La linearità di erogazione e la scarna semplicità della M3 sono quasi un netto contrasto con la brutalità e la complessità della M4. La prima, con i suoi 450 cavalli aspirati è un piacere da usare: feroce ma a tratti docile, ha un comportamento tipico da GT, con un lieve sottosterzo in entrata, un piacevole sovrasterzo di potenza in uscita di curva e una maneggevolezza da auto da corsa.


Il fascino della M3 GTS è qualcosa di unico: un mostro con un motore aspirato che fa provare emozioni che solo i piloti professionisti possono provare. Il limitatore a quasi 9.000 giri fa risultare una colonna sonora degna dei migliori palcoscenici internazionali.

La M4 d'altro canto fa della potenza immediata il suo punto di forza. Con il sei cilindri biturbo, che grazie al sistema di iniezione di acqua distillata nelle camere di combustione produce 500 cavalli, si distingue un'erogazione immediata ed entusiasmante. Ad un primo impatto risulta intimidatoria, ma non appena si scaldano le gomme, diventa imprevedibile, divertente ed emozionante.



L'assetto di entrambe è veramente rigido: questo duo d'eccezione viene scambiato con delle vere GT4 targate, capaci di percorrere km e km fra i diversi circuiti, il più velocemente possibile. Entrambe le auto condividono le sospensioni regolabili manualmente, studiate in modo da poter offrire una vasta gamma di settaggi per poter adattare il comportamento a tracciati differenti.
6 anni di sviluppi tecnologici separano queste due meraviglie, che, seppur risultando a tratti molto diverse, fanno sentire di essere parte della stessa famiglia.


Vogliamo essere chiari: per amare queste auto, si deve prima amare la guida secondo la M Division. In ogni caso è un'esperienza unica, che rimane ben impressa nella memoria. Godere di queste belve, in un mondo ossessionato dalle regole e dal compromesso, è qualcosa di veramente speciale.

Testi e fotografie a cura di Escape on Wheels



Mondo Nanni Nember