1M e M2 Competition, le proiezioni più attese tra i sequel BMW

 

I sequel non sempre riescono ad ottenere il medesimo successo del film originale. Riprendere e re-interpretare le emozioni che si sono provate una volta non è facile: un capolavoro è l'espressione più onesta di un istinto creativo e di un insieme unico di emozioni. Ricreare e sviluppare le grandi idee passate non sempre è possibile, ma quando ci si riesce, si crea una saga che può rimanere ben impressa nella memoria di tutti.
Iniziata quasi come un esperimento, la 1M è fino ad oggi, l'unica auto della M Division che ha il numero prima della lettera: per chi non lo sapesse, la ragione di ciò era per evitare confusioni con la fantastica M1 del 1978, la supercar disegnata da Giugiaro e l'unica BMW di produzione ad avere motore posteriore centrale.



Quando la prima "baby M" entrò in produzione era basata sulla scocca della Serie 1 coupè, montava il motore bi-turbo M54 da 350 cavalli della 135i equipaggiato con il volano alleggerito e il gruppo sospensioni della M3 E92. Era un progetto fatto alla vecchia maniera: un gruppo di ingegneri con un'idea ben precisa in testa che si trovavano a lavorare i week-end in fabbrica, dediti a creare un'auto perfetta. Come ogni bella storia, ci riuscirono: quello che alla fine crearono fu qualcosa fuori dal comune.


L'inizio non poteva essere dei migliori: la 1M divenne subito molto amata, esclusiva (solo poco più di 6000 esemplari prodotti) e caratterizzata da una personalità unica. Velocissima, vivace e precisa seppe quasi "rimpiazzare" la M3, oramai diventata una Gran Turismo a tutti gli effetti. La sua compattezza, la carrozzeria allargata e il focus sulla guida sportiva la fecero diventare l'auto preferita dai nostalgici della leggendaria E30. Bellissima nell'estetica, divenne una vera e propria icona in poco tempo. Inizialmente criticata per via del suo motore turbo (all'epoca tutte le M erano aspirate, cosa che suscitò qualche protesta da parte degli appassionati più tradizionalisti), conquistò tutti per la sua accelerazione bruciante. Quello che colpisce della 1M è l'adattabilità: nata con un carattere marcatamente stradale è capace di trasformarsi in pista, diventando uno strumento da track day perfetto. Quando uscì dalla produzione, lasciò per 2 anni gli appassionati a sperare che le loro richieste di un sequel perfetto non venissero ignorate. Seguì la M2 nel 2015, basata sulla piattaforma F22 della Serie 2 coupè che non stravolse minimamente quello che gli ingegneri della M division fecero con il loro progetto originale. Anzi… Lo migliorò! Grazie al nuovo motore N55 Twin Power Turbo con overboost da 370 cavalli e l'abbinamento sia al cambio DKG 7 marce che al manuale da 6 divenne subito l'erede perfetta della M1, senza quasi lasciare rimpianti.





Il capitolo corrente della saga delle "piccole M" è poi rappresentato dall'ultima evoluzione, la M2 Competition. Tale pacchetto si può tradurre come motore e gruppo sospensioni della M4 sul telaio della M2. Non è fantastico?
Il passo accorciato e le barre antirollio in CFRP le donano un'agilità senza pari: rispetto alla 1M in fase di entrata in curva è più agile, precisa e, grazie al differenziale Active M Differential, la trazione è garantita in ogni situazione.
Il motore N55 da 410 cavalli spinge come una furia e abbinato al passo corto dona all'auto un'agilità senza pari per il segmento: in staccata, l'ingresso in curva è più diretto e immediato rispetto alla 1M e le curve di percorrenza si fanno sempre tenendo giù il pedale dell'acceleratore, grazie alla trazione del differenziale M Active Differential.



I controlli di trazione sono poco invasivi, lasciando l'auto più libera durante la guida sportiva. Rispetto alla precedente M2, non è un'auto deliberatamente più estrema e meno fruibile: essa rappresenta l'evoluzione della specie, cosa che consente di sfruttare ancora di più le proprietà della serie precedente. Come la 1M, è perfetta in pista ma adattabile in strada: non si corre il rischio di avere mal di schiena su una lunga tratta!



Se uno non sa come siano le BMW, allora le "baby M" sono un ottimo punto di partenza: classica impostazione a motore anteriore e trazione posteriore, sono le classiche auto sportive fruibili tutti i giorni che sanno far sempre divertire.
La 1M e la nuova M2 Competition sono due estremi di una bellissima storia: una saga che non smette e non smetterà mai di emozionare. Storie del genere non fanno altro che far attendere il nuovo capitolo: la storia di questa famiglia di M è forse il più bello spettacolo mai creato per tutti gli appassionati!
 
Testi e fotografie a cura di Escape on Wheels.

Campo obbligatorio

Campo obbligatorioEmail non valida

Campo obbligatorio

Campo obbligatorio

Campo obbligatorio

Campo obbligatorio

I campi contrassegnati con * sono obbligatori


Mondo Nanni Nember