BMW Z1: avant-garde tedesca

 

Nel mondo di oggi non è cosa comune poter acquistare una vera “concept-car” omologata per la strada. Per chi non fosse familiare con questo termine, fa riferimento ad un’auto che è portatrice di un nuovo concetto costruttivo o per dirlo in altri termini un “laboratorio viaggiante”. 



Non è un caso che BMW scelse la denominazione “Z” per la sua linea di roadster quando introdusse la Z1 al Salone di Francoforte del 1987. Z è l’iniziale di “Zukunft”, parola che significa “futuro” in tedesco. Questa piccola roadster 2 posti fu la prima spider ad essere prodotta da BMW dopo la leggendaria 507 del 1955, il modello che per i suoi costi elevati rischiò di mandare in bancarotta l’Azienda. 



Con la Z1, BMW volle rompere gli schemi e creare un concetto di auto che abbracciasse appieno la filosofia di guidare all’aria aperta e sviluppare un concetto volto alla praticità e all’innovazione. La Z1 doveva essere una vetrina tecnologica per l’Azienda Bavarese e la sua costruzione andava oltre gli schemi di una tradizionale roadster



BMW voleva andare oltre e creare un’auto high tech e cominciò con costruire una monoscocca ibrida. La parte strutturale era in acciaio galvanizzato, protetta dalla corrosione da speciale zincatura, la quale garantiva un aumento della rigidità del 25%. La struttura era poi completata da un pavimento in leggero materiale composito sviluppato insieme all’azienda Messerschmitt, resistente alla corrosione. 



Quello che contraddistingueva la BMW Z1 era la carrozzeria, la prima costruita in pannelli di plastica pressofusa e avvitati sul telaio: secondo BMW, un meccanico poteva smontare tutti i pannelli della carrozzeria in soli 40 minuti, riuscendo così a cambiare il colore della vettura senza doverla riverniciare! Un altro grande vantaggio era il fatto che la plastica preveniva i danni da piccoli urti, comuni nell’ambiente urbano: un bel risparmio per i possessori della BMW Z1! L’aspetto più iconico e più conosciuto di questa BMW è senza ombra di dubbio l’apertura delle portiere, che non si aprono, ma scorrono verticalmente. Tale aspetto fu senza ombra di dubbio un punto centrale nello sviluppo della BMW Z1: l’auto doveva assolutamente coniugare sicurezza e puro piacere di guida, pertanto la struttura fu sviluppata in modo da poter assorbire gli urti e mantenere gli occupanti sicuri, nonostante fossero esposti all’aria.


 
La BMW Z1 è un’auto che sa regalare l’abbraccio del vento. Una moto su 4 ruote, un’auto fatta apposta per godere appieno delle più belle giornate dell’anno: un’auto immersiva che ci proietta direttamente nell’ambiente che ci circonda. 


 
Vogliamo salutare il 2021 e dare il benvenuto al 2022 presentando questa splendida BMW Z1 nel classico colore Top Rot (Rosso Top), immortalata in una giornata d’autunno di pieno sole nelle colline vicino a Salò, sulla sponda bresciana del Lago di Garda. 
Una GT all’avanguardia anche oggi, la Z1 è il compromesso perfetto fra comfort e agilità. Spinta dal classico 6 cilindri da 170 cavalli della 325i E30, un motore apprezzato da molti per la sua impareggiabile piacevolezza di utilizzo, è l’auto per godere appieno di un tipo di guida oramai estinta
Le portiere abbassate regalano veramente un altro punto di vista al pilota, facendo apprezzare il luogo dove si è come mai prima. Non è un'auto rabbiosa come una M3, ma è un punto di incontro fra la sportiva leggerezza e la morbidezza degne di una GT di alta gamma


 
Il baricentro basso e la distribuzione ottimale dei pesi la rendono un’auto sorprendente, capace di andare oltre le aspettative. Consegnata nuova in Italia, questa Z1 del 1989 è ancora dotata della sua targa originale Brescia e ha percorso soltanto 71.000 km da nuova. Ancora capace di entusiasmare e sorprendere chi la guida, rimane forse una delle migliori promesse mai fatte da BMW per regalare ai suoi appassionati un futuro sorprendente.
 
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